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Il futuro è nelle nostre mani

Sembra che il problema più grande degli appassionati in questo momento sia “Si, ma in bici si può andare?” La risposta è certo che sì, del resto per chi è buono a leggere, le ultime due righe dell’Art.1 dell’ultimo decreto emanato dicono esattamente così.

IL TESTO DEL DECRETO

In netto contrasto con quelle che invece sono state le disposizioni della FCI nel comunicato reso noto ieri a tutti i tesserati della Consulta. Un caldo consiglio che però ha generato confusione (anche perchè faceva riferimento a una frase del DPCM che parlava di movimenti da una zona all’altra del paese).

IL COMUNICATO DELLA FCI

Al di la dei giustissimi consigli della FCI, il comunicato è apparso in forte contrasto con quello che era poi la realtà dei fatti. Anche perchè il movimento della bicicletta è estremamente eterogeneo ed è impossibile diversificare un amatore che vuole fare 150 km da un semplice appassionato che fa una passeggiata sulla ciclabile del proprio paese e che è paragonabile a uno che fa una passeggiata a piedi.

Al di la di tutto questo però la domanda che ci dobbiamo fare oggi, 10 marzo 2020, con un intero Paese bloccato, quasi 10.000 contagi, centinaia di morti e ospedali pieni, è veramente: “Sì ma posso andare in bici?”

UNO DEI TANTI POSTI DI BLOCCO – ZONA MONTE GRIMANO TERME (PU)

Andare in bici è bellissimo e se andiamo via un ora a pedalare per gli affari nostri, non solo ci liberiamo mentalmente, ma non facciamo del male a nessuno, tantomeno contagiare qualcuno. Ma la vera domanda che dovreste farvi è: “Ora è una cosa strettamente necessaria?” O è meglio farne a meno per non rischiare di ammalarsi o peggio ancora di cadere?

Da quando è iniziata questa storia abbiamo fatto tutti un grande errore: abbiamo sottovalutato la gravità della situazione facendo dei referti medici sui social e pensando che tanto era solo una semplice influenza. Inutile incolpare i governi, o gli addetti ai lavori. Questa situazione c’è la siamo creata da soli, con il nostro menefreghismo e la nostra presunzione nel saper tutto. Potevamo rinunciare a una settimana di eventi sportivi, invece ora rischiamo di non vedere una gara in tv o di non poter attaccare il numero alla nostra bici per mesi. Fino a questo momento abbiamo fatto tutto, tranne adottare un comportamento responsabile. Domenica (3 giorni fa) c’erano gruppi di ciclisti in giro come se nulla fosse. Siamo persone che sanno ragionare. Non abbiamo bisogno che ci sia scritto su un provvedimento “No non devi andare in bici” per capire che la domanda “Si, ma posso andare in bici?” in questo momento non è la domanda che ci dobbiamo porre.

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