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Avventura. In Mtb a Canazei fino Col de Rossi, Porta Vescovo e Fedaia. Che spettacolo!

Campitello di Fassa – Giugno 2021 – Sveglia h. 7:00. Siamo tornati anche quest’anno in Mtb a Canazei e in Val di Fassa. L’obiettivo? Un bel itinerario di vera Mountain Bike. La giornata si preannuncia subito soleggiata e calda, con temperature quasi anomale a giugno in Val di Fassa. Dopo un’abbondante colazione al B&B Cesa Walter ci prepariamo, scarichiamo le bici, una breve sosta per preparare i panini e siamo già sulla ciclabile che ci porterà a Canazei, lungo la sponda destra del torrente Avisio.

In Mtb a Canazei. Si parte in direzione Pordoi

Imbocchiamo la strada per i passi Sella e Pordoi, pedaliamo su asfalto in tranquillità, qualche ciclista ci supera, qualcuno anche con e-Bike. Oltrepassiamo la località Lupo Bianco, da dove già si scorge un fantastico panorama verso il massiccio del Gruppo Sella. Al successivo incrocio teniamo la destra, in direzione Passo Pordoi. La strada continua a salire ma le pendenze non sono proibitive, per le nostre Mountain Bike.

Io pedalo una full da 26, ancora accessoriata con comodissima tripla, 130 e 120 le escursioni. Nicolò sgambetta sulla sua front da XC, con Eagle 32/50, ora sull’asfalto decisamente più comoda.

Arrivati in località Pecol, nei pressi dell’Hotel Pordoi, lasciamo l’asfalto e seguiamo le strade di servizio agli impianti ed alle piste da sci del Belvedere. Su in alto vediamo Col Dei Rossi, punto di arrivo della prima salita. Le pendenze cominciano ad aumentare, e un paio di strappi ci tolgono il fiato.

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Il panorama che ci si apre di fronte è immenso: i prati del Belvedere, ormai senza neve, sono fantastici. Sulla sinistra ci accompagna il massiccio del Sella con il caratteristico sperone di Sass Pordoi, raggiunto dalla omonima funivia.

Col de Rossi e Marmolada. Che spettacolo!

Arriviamo a Col dei Rossi e ci fermiamo per qualche foto, poi proseguiamo verso il rifugio Fredarola, distante meno di un chilometro lungo una carraia che sale dolcemente. Sulla nostra destra cominciamo a vedere il versante nord della Marmolada, alla quale ci avvicineremo più avanti.

Il rifugio Fredarola è un buon punto per rifocillarsi e riposare un po’, dopo oltre 1.000 metri di dislivello tutti d’un fiato. Indossiamo gomitiere e ginocchiere e ci fiondiamo giù per il sentiero Lezuo, appositamente preparato per le MTB (transito ai pedoni vietato) e già tirato a lucido, nonostante siamo ad inizio stagione. Sentiero delizioso, senza pietre, con curve in appoggio e qualche piccolo drop. Lo seguiamo tutto d’un fiato, oltrepassando anche un paio di passerelle in legno sapientemente posizionate. L’unico “problema”: evitare una marmotta che attraversa la strada e se ne scappa sulla destra, due metri davanti alla mia gomma anteriore.

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Arriviamo all’hotel Lezuo, lontano qualche decina di metri dal pistino, che abbandoniamo in questo punto. Attraversiamo la strada asfaltata ed imbocchiamo un single-track quasi pianeggiante. In qualche occasione dovremo scendere di sella per superare alcune lingue di neve ancora rimaste dopo l’inverno, in un paio di punti il sentiero risulta rovinato e sassoso e spingiamo le MTB per qualche metro.

Arriviamo ad una pista carrabile, che sale da sinistra, e qui ricomincia la vera salita. La pista, percorribile anche da mezzi fuoristrada, ci porterà fino a Porta Vescovo, punto più alto del nostro percorso. Le ultime rampe verso Porta Vescovo sono durissime e sono costretto a fermarmi due volte per rifiatare. Le pedalo comunque tutte, distanziato di qualche decina di metri da Nicolò, che rallenta il suo ritmo solo per aspettarmi.

Lo spettacolo di Porta Vescovo

Raggiunta Porta Vescovo, lo spettacolo della Marmolada che ora abbiamo proprio di fronte è impagabile e difficilmente descrivibile. Qualche anno fa il ghiacciaio era diverse centinaia di metri più a monte, ora risplende in maniera impareggiabile. E’ vero che siamo all’inizio dell’estate e probabilmente si ritirerà di parecchio da qui a settembre, ma credo che l’inverno abbondantissimo di neve abbia contribuito a recuperare un po’ della sua antica estensione.

A Porta Vescovo troviamo il Rifugio Gorza, che può essere utile in caso di necessità di rifornimento idrico e per mangiare qualcosa.

Mentre ci prepariamo alla discesa, arriva un E-bike, con il biker a piedi che lo spinge, fermato dalla durissima salita. Il mio livello di orgoglio viene completamente ristabilito, dopo che avevo ostinatamente pedalato per intero la stessa salita.

A rotta di collo verso il Lago Fedaia

Ora rinfrancato, mi giro e mi tuffo in discesa, con Nicolò subito dietro. Qui la mia MTB è decisamente più adatta della sua. Il percorso è un sentiero su terra, costellato di tanti sassi smossi e scalini, tutto da interpretare, con diverse possibili linee. Ogni tanto mi fermo per aspettare Nicolò, che mi segue comunque a breve distanza, ricambiando la cortesia che mi ha fatto aspettandomi nelle salite.

Il Lago Fedaia – In Mtb a Canazei

Ci avviciniamo al Lago Fedaia, che sta sotto di noi di alcune centinaia di metri, lo sfondo della Marmolada gli fa da cornice. L’ultimo tratto di sentiero è costellato di stretti tornantini, tutti su pietra smossa, non impossibili ma che richiedono comunque attenzione. Arrivo al lago con il sorriso fino alle orecchie, io e Nico ci scambiamo il cinque.

Le braccia fanno male, le dita non riescono quasi a frenare ma la bellezza di questo sentiero è impagabile. Per rifiatare un po’, giriamo attorno al lago, prima sulla strada statale, sconfinando per qualche metro in Veneto, poi sulla strada di servizio sul versante opposto, vietata al transito di mezzi a motore. Terminiamo il giro del lago nella strada carrabile che cavalca la diga.

Qui, dopo una secca svolta a sinistra, affrontiamo un altro sentiero che ci porterà all’hotel Villetta Maria, a qualche chilometro da Penia.

Dopo la discesa di Porta Vescovo, le difficoltà tecniche non sono affatto finite e questo sentiero, che entrerà spesso nel bosco, è caratterizzato da alcuni passaggi davvero impegnativi, su roccia viva, da affrontare con molta attenzione e comunque solo se dotati di una discreta dote di guida. L’utilizzo di protezioni decisamente consigliato. Assolutamente da non fare se si è bikers alle prime armi.

Finito il sentiero e superato l’albergo, risaliamo per un tratto la statale per il passo Fedaia ed al successivo tornante (n° 3) la abbandoniamo per seguire la forestale, in leggera salita, che prosegue in direzione Canazei. Imbocchiamo poco dopo il sentiero verso sinistra, seguendo le indicazioni per il percorso 909 ma al quinto albero caduto, dopo avere superato i quattro precedenti con bici a spinta, decidiamo di tornare indietro. Purtroppo la devastazione portata dalla tempesta Vaia, dell’autunno 2018, lascia ancora sul terreno diverse testimonianze.

Ritorniamo sulla forestale e continuiamo a seguirla, visto che la carta che abbiamo ci preannuncia un ricongiungimento con altra pista che porta a Penia. Non resistiamo però all’invito di un altro sentiero, nonostante qualche titubanza di Nicolò. Fortunatamente, in questo caso, scopriamo che gli alberi abbattuti dalla tempesta sono stati tutti tagliati per lasciare un comodo passaggio.

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Il sentiero è divertente, senza particolari difficoltà, ed arriviamo a Penia in pochi minuti. Da qui raggiungiamo Canazei lungo il percorso pedonale che segue il torrente, poi riprendiamo la ciclabile percorsa la mattina per un comodo rientro a Campitello.

Una giornata in Mtb a Canazei, Pordoi, Col de Rossi, Porta Verscovo e Lago Fedaia. Una giornata che rimarrà memorabile e che vi consigliamo.

In Mtb a Canazei. Se volete farlo anche voi.

  • Lunghezza: 48 km.
  • Dislivello 1.750 mt.
  • Quota massima: 2.478 mt. s.l.m.
  • Tempo pedalato 4 h. 40’

Si consigliano protezioni per gomiti e ginocchia; preferibile MTB full. Accessori consigliati: k-way, ripara gomme, smagliacatena, carta dei sentieri. Percorso adatto a bikers esperti.

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