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Ci siamo dimenticati dei giovani

C’è un controsenso gigantesco nelle nuove norme che regolano l’attività ciclistica amatoriale in Italia. Un controsenso talmente assurdo che anche chi non è un esperto del settore ha notato. Talmente assurdo che la stessa FCI ha confermato senza opporre nemmeno un po’ di resistenza politica.

La notizia (confermata dalla stessa Federciclismo) cita lo slittamento della partenza dell’attività ciclistica per le categorie promozionali dove rientrano Giovanissimi, Promozione Giovanile e Mini biker.

Il nuovo Decreto emanato dal Governo (D.L n° 52 del 22 aprile u.s.) infatti ancora non prevede la possibilità di organizzare manifestazioni per atleti non agonisti fino al 5 giugno. Ma chi sono? Sono tutti i tesserati di età compresa tra i 7 ed i 12 anni per i quali non è richiesto il certificato medico di idoneità agonistica, ed i tesserati dai 3 ai 6 anni per i quali non è richiesto alcun certificato medico.

Si può quindi per assurdo organizzare una Gran Fondo con migliaia di atleti (perchè le linee guida non indicano numeri limiti massimi di manifestazioni) ma non si può organizzare una gimkana per i bambini sotto i 12 anni. Questo fatto purtroppo ha generato strascichi di polemiche, prendendo come capo espiatorio anche qualche organizzatore di eventi che con impegno e dedizione ha cercato di organizzare una gara in questo travagliato anno ciclistico. Il problema però non sono gli organizzatori che organizzano le gare, ma gli organi decisionali che non permettono una cosa semplice come questa.

Un ennesimo brutto scivolone che non aiuta il movimento futuro del nostro sport. Possiamo vendere le bici elettriche che vogliamo e organizzare eventi di tutto rispetto. Ma se non faremo crescere i giovani con lo spirito di divertimento e amore per questo sport, tra 10 anni invece di raccogliere dei frutti, raccoglieremo delle sterpaglie…

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