Per i nostalgici di fine anni Novanta c’è una bella notizia. In un panorama in cui tanti eventi muoiono strozzati dal mancato ricambio generazionale, dalla burocrazia e dai problemi economici, ce ne sono altri che tornano a vivere. È il caso de La Vecia Ferovia dela Val de Fiemme: dopo qualche anno di riflessione e pausa il comitato organizzatore della Polisportiva Molina di Fiemme ha deciso di rientrare in calendario. La manifestazione si era fermata nel 2021, anche come conseguenza della pandemia, e ripartirà con la 24ª edizione il prossimo 1 agosto 2027, come 5ª tappa del circuito Trentino MTB. Per i biker meno giovani la prima domenica di agosto era un appuntamento obbligato, e su queste strade hanno vinto fior di campioni della mountain bike.
Il fascino della gara sta tutto nel suo tracciato, che ricalca quello della vecchia ferrovia tra Val d’Adige e Val di Fiemme. Una linea nata dalla guerra: tra l’inverno 1916 e il 1918 fu costruita dall’Impero austro-ungarico per portare materiale bellico e soldati alle linee militari del Lagorai durante la Prima guerra mondiale, con il lavoro dei prigionieri di guerra russi. Il tratto Ora-Castello di Fiemme fu inaugurato nel marzo 1917, quello fino a Predazzo il 1° febbraio 1918, per un totale di circa 50,5 chilometri, con pendenza massima del 46 per mille. Finito il conflitto, il trenino cambiò pelle: ebbe un ruolo importante nel trasporto di merci e persone e favorì l’avvio dell’economia turistica in Val di Fiemme e in Val di Fassa. Elettrificata dal 1929, la linea chiuse per sempre il 10 gennaio 1963, giorno dell’ultima corsa. Oggi quel sedime è una splendida ciclabile in stile gravel che arriva fino a Passo San Lugano, tra gallerie illuminate, viadotti, vecchie stazioni e perfino un breve tratto con i binari ancora al loro posto.
Di itinerari ciclabili ricavati da vecchie ferrovie in Italia ce ne sono parecchi, e la manifestazione più celebre che ne custodisce la memoria è senza dubbio La SpoletoNorcia in MTB. Anche lì tutto è partito da un’idea, quella di Luca Ministrini, ideatore dell’evento, e del MTB Club Spoleto, che con altre associazioni, sponsor e istituzioni ha deciso di portare ogni anno a pedalare più gente possibile sul vecchio tracciato, una linea inaugurata nel 1926 e chiusa nel 1968. Oggi l’evento richiama ogni anno migliaia di ciclisti dall’Italia e dall’estero nei soli giorni della manifestazione, senza contare l’indotto che quel percorso genera tutto l’anno.
Anche dalle nostre parti, dove ha sede Bike-Advisor, abbiamo, anzi avremmo, un percorso analogo: la vecchia ferrovia che collegava Rimini a San Marino. Inaugurata il 12 giugno 1932, frutto di tre anni di lavori e di tremila operai, saliva per 32 chilometri dal livello del mare ai 643 metri di quota attraverso diciassette gallerie, due delle quali elicoidali, oltre a tre ponti, tre viadotti, un cavalcavia e un sottopasso. La guerra la spezzò: la linea fu interrotta a Valdragone il 26 giugno 1944 dalle bombe inglesi e funzionò fino alla notte tra l’11 e il 12 luglio 1944; a settembre i tedeschi in ritirata fecero saltare la sottostazione elettrica e il ponte sul confine. Nel dopoguerra si scelse di sostituirla con una superstrada e il tratto italiano venne smantellato tra il 1958 e il 1960.
Eppure qualcosa si muove. Dal 30 giugno scorso il Treno Bianco Azzurro è tornato a raggiungere il piazzale dell’ex stazione di San Marino Città, grazie a circa 140 metri di binario aggiunti agli 800 già recuperati e in esercizio turistico dal 2023. Un’opera piccola nelle dimensioni ma grande nel significato, voluta dalle Segreterie di Stato al Territorio e al Turismo insieme all’Associazione Treno Bianco Azzurro: il segno che le istituzioni sammarinesi vogliono tutelare quello che è stato un bene storico di tutta la Repubblica.
E allora perché non fare il passo successivo? Perché società ciclistiche italiane e sammarinesi non si uniscono per organizzare, magari col nostro supporto, una manifestazione dal nome semplice quanto profondo: La Rimini-San Marino. Potrebbe essere la nuova frontiera della MTB facile e alla portata di tutti, ma anche del gravel che sta conquistando il cuore di tanti appassionati. Le location di partenza e arrivo ci sarebbero già: da una parte Rimini, con il suo patrimonio romano e il suo mare, dall’altra il Centro storico di San Marino e il Monte Titano, patrimonio dell’UNESCO. Ci sarebbero i percorsi e, ne siamo convinti, ci sarebbe anche la voglia delle appassionate società locali. Non solo, ma si potrebbe costruire addirittura un circuito della manifestazioni a “tema”.
Ma per promuovere un evento del genere, e per far capire quanto la ferrovia Rimini-San Marino sia stata un’infrastruttura importante per questo territorio, bisogna che ci credano anche le istituzioni, da entrambe le parti del confine. Che ne dite, partiamo?