Ci sono eventi che si vivono, e altri che si ricordano. Il weekend prepasquale, prima tappa del Gravel-MTB Tour, passato tra Aquila Gravel e Liotto appartiene decisamente alla seconda categoria.

Due realtà diverse ma perfettamente complementari: da un lato Aquila Gravel, organizzazione sempre più punto di riferimento per gli eventi dedicati alla “ghiaia”; dall’altro Liotto, storico marchio vicentino che nel 2022 ha celebrato i suoi cento anni, simbolo di una tradizione ciclistica che continua a evolversi.

Un sabato di gare e… degustazioni

Ad accoglierci, un meteo ideale e un’organizzazione impeccabile. Daniele e Roberto, affiancati dall’inesauribile Pablo, ci hanno guidato in un primo assaggio del territorio: un viaggio pedalato tra ville palladiane, scorci urbani e atmosfere autentiche, fino al cuore della città, dove anche una semplice sosta aperitivo diventa esperienza, grazie al mercato a chilometro zero gestito da Coldiretti. Ma è uscendo dal contesto urbano che il racconto cambia ritmo. I Colli Berici si aprono davanti a noi, mentre all’orizzonte si alternano le linee delle Piccole Dolomiti e dei Colli Euganei. Territori vicini, ma profondamente diversi, come ci raccontano le guide, anche nella loro origine.

La salita di Santa Tecla è il primo vero banco di prova: sterrata, selettiva, autentica. Qui le gravel Liotto mostrano tutta la loro efficacia, mentre il gruppo si sgrana e lascia spazio anche a qualche sfida generazionale, con i più giovani a dettare il passo. Poi, quasi senza accorgersene, si entra in un’altra dimensione: quella dell’accoglienza. All’agriturismo Marani, il tempo rallenta. I prodotti arrivano direttamente dalla terra, i sapori sono pieni, sinceri, e raccontano un territorio tanto quanto i chilometri appena percorsi. È un momento di equilibrio perfetto tra fatica e piacere.

Il pomeriggio prosegue sulle sponde del Lago di Fimon, teatro della prova agonistica valida anche per i titoli italiani ACSI. Un percorso scorrevole, immerso in un contesto naturale di grande fascino, capace di unire competizione e bellezza. E poi la sera, ancora convivialità. Da Pierina, l’agriturismo più antico della provincia, la tradizione prende forma nei piatti e nell’energia di chi li prepara, in un’atmosfera che sa di casa, anche per chi è arrivato da lontano.

Domenica con l’Aquila Gravel versione cicloturistica, come piace a noi!

Il giorno successivo è quello della cicloturistica, il cuore dell’esperienza Aquila Gravel. Qui il gravel torna alla sua essenza più autentica: pedalare, scoprire, condividere. I percorsi – corto, medio e lungo – offrono a ciascuno la possibilità di trovare la propria dimensione, tra saliscendi continui, tratti sterrati e strade secondarie perfettamente inserite nel paesaggio.

Si pedala tra le Prealpi ancora innevate sullo sfondo, si creano gruppi spontanei, si chiacchiera, ci si aiuta. È un ciclismo che va oltre la prestazione, senza rinunciare alla sfida personale. E poi ci sono i ristori, veri protagonisti della giornata. Non semplici punti di rifornimento, ma tappe gastronomiche: prodotti locali, preparazioni curate, qualità che sorprende e ristora davvero. Un dettaglio che diventa cifra distintiva.

Il finale riporta verso la città, attraversando parchi e vie, prima del ritorno al lago. Il bilancio è chiaro: un percorso equilibrato, impegnativo il giusto, capace di coniugare sport e territorio in modo autentico. Ma ciò che resta più di tutto è l’atmosfera. Cinquecento partecipanti, eppure la sensazione è quella di essere parte di una grande famiglia. Merito di un’organizzazione precisa, attenta, ma soprattutto capace di mettere le persone al centro.

È questo, forse, il vero valore di Aquila Gravel: trasformare un evento in un’esperienza.

E mentre qualcuno già guarda al prossimo appuntamento, per molti la conclusione è una sola: peccato per chi non c’era. Noi, nel dubbio, abbiamo già segnato il 2027.

Credit: Testo di Andrea Penserini per Bike-Advisor – Foto di Denise Valsecchi per Aquila Gravel