Seppur con un inverno che continua imperterrito nel suo lavoro, questa domenica, complice la pausa dagli impegni organizzativi, non abbiamo rinunciato a un bel giro in bicicletta. Partiti presto per non togliere troppo tempo alla famiglia, siamo usciti all’albeggiare tra timidi raggi di sole e una nebbia insistente. Quando schiaviamo la porta di casa, la stufa è ancora calda dalla sera prima, con la brace che scoppietta dentro, quasi a invogliarci a restare al caldo. Tuttavia la voglia è tanta, il freddo anche, così ci copriamo bene e usciamo. Una gonfiata veloce alle gomme, un goccio di olio alla catena e via, senza meta e senza grosse pretese di chilometraggio.

Pedalata dopo pedalata mi rendo sempre più conto di quanto la MTB non mi stanchi mai. Seppur la usi ininterrottamente da 30 anni, è un mezzo che mi trasmette libertà. Soprattutto mentre pedalo in salita e, con fatica, provo a conquistarmi la prima cima di giornata. Ah, quanto mi dispiace per chi ricerca le cose semplici: non sa cosa si perde…

Spero che salendo ci sia il tanto ricercato sole, ma a parte qualche sprazzo qua e là, nulla: solo nebbia e freddo. Non è la cima che speravo in questa domenica mattina, ma ci sono arrivato. Così metto la mantellina e inizio a scendere, con il vento (seppur gelido) che mi trasmette un senso di libertà. Proseguo per il mio giro, senza particolari obiettivi. Arrivo dove posso (penso), poi torno a casa. C’è spazio per qualche altro strappo, poi la domenica mattina inizia a scorrere e piano piano mi riporto verso casa.

Pedalando mi rendo conto di quanto sia bello questo sport, di quanto siamo fortunati noi che abbiamo la possibilità di avere una bici e di pedalarla, di guidarla. Tutte cose che sembrano scontate nel mondo di oggi, dove avere tutto è più che una moda: un obbligo… Invece scontato non lo è. E anche se avessimo tutta la disponibilità economica e fisica per farlo, a molti, anzi a troppi, manca una cosa fondamentale: la passione.

La voglia di far fatica è strettamente legata alla nostra passione. Possiamo fare fatica senza passione, ma non lo faremmo perché ci piace, piuttosto per sfogare delle frustrazioni personali. Ecco perché è importante, prima di tutto, amare quello che si fa. Poi viene il resto: l’impegno, la fatica, la preparazione a una gara. E se al mattino, nonostante il tempo grigio e il freddo, andiamo a pedalare, sentendo quel bisogno che arriva dal profondo del nostro cuore, bhe allora dobbiamo sentirci fortunati…