Avrete letto ormai tutti l’abbandono di una delle prime Granfondo di MTB nate nel nostro Bel Paese. La notizia è di qualche giorno fa e il comitato della Granfondo di Monteriggioni ha fatto sapere che dopo oltre 30 edizioni non organizzerà più l’iconica gara con arrivo nel Castello di Monteriggioni. Anche se l’evento non è mai stato nel bacino di eventi di Bike-Advisor questo è stato un vero peccato. Tra le motivazioni che si leggono, oltre ai vari problemi burocratici legati soprattutto ai privati e, tra le righe ai collaboratori per l’evento.

A luglio abbiamo sentito un po’ le stesse motivazioni in occasione della (forse) ultima Dolomiti Superbike. L’inossidabile Kurt Ploner alla sua ultima edizione da timoniere della Regina delle Marathon in Mountain Bike non sapeva ancora bene a chi lasciare lo scettro. Ancora per la verità non si sa che destino sarà per la corsa di Villabassa.
Due eventi storici, terminati o quasi, non per problemi economici (che comunque incidono e non poco) ma soprattutto per problemi burocratici e di organizzazione interna. Purtropo ce n’è saranno altre nei prossimi mesi che non confermeranno la loro presenza nei calendari 2026 e così come gli atleti, anche il mondo gare vedrà un ridimensionamento dei numeri per lo stesso motivo (purtroppo) degli agonisti. Organizzazioni giovani si fanno sempre più fatica a trovare. Gli eventi grossi, soprattutto nel Centro Italia, si muovono ancora grazie a capitani che vorrebbero andare in “pensione” ma che sanno benissimo che se lasciassero, addio evento.

Un altro grande problema è legato alla ormai mancanza di semplicità negli eventi. Tutti, anche quelli alla prima edizione sono chiamati a fare le cose in grande se vogliono garantire un futuro di presenze e di sponsor. Gli errori non sono più ammessi, errori che un’organizzazione giovane dovrebbe poter fare senza problemi. E così magari alcuni eventi con tanti buoni propositi durano uno o due anni e poi muoiono.
Per lo stesso motivo muoiono anche gli eventi storicamente locali e poi diventati delle icone nazionali, semplicemente perchè è mancato sotto i piedi lo zoccolo duro su cui si poggiava la manifestazione, ovvero i locali. Perchè? Motivi più vari e disparati (ne abbiamo parlato QUI).
Insomma il futuro per il mondo eventi agonistici è tutto in salita, sia per gli atleti, sia per gli organizzatori. Del resto il problema è strettamente legato alla fase sociale che stiamo attraversando. Un mondo fatto di benefit, dove l’obiettivo non è più “faticare per ottenere” ma “ottenere faticando poco”. Ed in uno sport dove la fatica è l’ingrediente principale questo è un problema…
